Un altro aspetto vede strettamente legati musei e fatti di cronaca: è giusto richiedere indietro delle opere d’arte anche dopo secoli, perché arrivate a essere esposte dopo traffici illeciti e saccheggi?
Dalla Gioconda al Partenone, il dibattito è aperto
È un argomento che tiene banco da tempo. In Italia si discute ciclicamente della Monna Lisa di Leonardo da Vinci, da sempre pezzo pregiato al Louvre di Parigi e uno dei tantissimi lavori arrivati in Francia dopo la Campagna d’Italia di Napoleone. Finora le campagne non hanno mai raggiunto risultati.
Più promettenti sembrerebbero le manovre del g
overno greco per riavere indietro i frammenti del frontone del Partenone esposti al British Museum. La battaglia in questo caso è politica perché la Grecia non aveva ancora un suo stato quando le sculture di Fidia furono staccate e rivendute al miglior offerente. Si procede a colpi di carte bollate, ma assai lentamente.
Diverso è il caso di statue pure greche come per esempio la Venere di Morgantina: era uno dei capolavori esposti al Getty Museum di Los Angeles, fino a quando non è stato provato che fu acquisita dalla struttura in maniera superficiale, ignorando che era stata scavata illegalmente. È uno dei pochi casi di restituzione recenti, e ha stimolato una discussione sull’etica dei musei.


