Un caso emblematico di collezione pre-museale è quella della famiglia Torlonia, nobili romani che per secoli hanno dominato sulla Capitale e, come i più famosi Barberini, Chigi o Borghese hanno occupato posti di rilievo nella società e nella gerarchia cittadina ma anche del Vaticano.
I Torlonia, come altri dei loro nobili vicini, oltre a essere collezionisti d’arte prestavano anche denaro. Proprio come una banca privata. Quando i loro debitori non erano in condizione di saldare, i principi esigevano il pagamento sotto forma di opere d’arte, soprattutto sculture e vasi antichi che l’élite romana trovava scavando nei propri terreni.
Questo numero impressionante di cimeli nel corso dei secoli è divenuto una collezione fra le più importanti al mondo, musealizzata però solo nel 1875: e anche se quel museo non esiste più, una parte della collezione Torlonia è oggi visibile presso i Musei Capitolini.
Musei Capitolini, il primo museo moderno
Non è un caso il collegamento tra collezione Torlonia e Musei Capitolini: proprio questo importante spazio al centro di Roma, in cima al colle del Campidoglio, è unanimemente considerato il primo museo secondo l’accezione moderna. Aperto formalmente nel 1734, è inizialmente una raccolta delle opere d’arte di proprietà del pontefice di quel momento, Clemente XII (nato Lorenzo Corsini: un’altra potente famiglia romana). Nella realtà, però, già papa Sisto IV aveva donato delle importanti sculture alla città di Roma nel 1471: grazie a questo tecnicismo si parla allora dei Musei Capitolini come di quelli più antichi al mondo.
Fatto interessante, negli stessi anni di Clemente XII e con modalità simili aprono altri musei: gli Uffizi nel 1737, dove il nucleo delle opere proviene dalla casata dei Medici, e il British Museum nel 1753 – qui è la corona inglese a fare un gesto magnanimo e a mettere a disposizione di tutti quanto accumulato durante i secoli.
Tornando a Roma, si noterà che si parla sempre dei Capitolini al plurale: questo perché la struttura ha nei suoi spazi diverse collezioni. Non ci sono solo quelle dei papi già citati ma anche quanto donato da altri come Pio V, pontefice che volle regalare ai romani statue delle quali in realtà voleva disfarsi perché “pagane” e quindi scandalose! Sono episodi che rivelano non solo ingenuità ma anche ignoranza che, per nostra fortuna, ci hanno regalato tesori dei quali possiamo godere tutti.